Musei della Provincia di Varese
I Musei Civici di Varese sono costituiti da quattro sedi: Villa Mirabello con il Museo Archeologico e la sezione risorgimentale, il Castello di Masnago con il Museo d’arte moderna e contemporanea, il Museo e l’Area Archeologica dell’Isolino Virginia e il Museo Etnografico Castiglioni. Le varie sedi, tutte situate in complessi storico-paesaggistici di alto livello, sono dotate di una collezione permanente aperta al pubblico e ospitano attività espositive temporanee. Molto vivace è l’attività educativa, che coinvolge gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado.
www.fondazionemarcellomorandini.com
La Fondazione Marcello Morandini nasce nel 2016 per volontà dello stesso artista e grazie al generoso contributo di due importanti collezionisti. Situata all'interno di Villa Zanotti, preziosa architettura del primo Novecento, la Fondazione si dedica alla conservazione e alla valorizzazione delle opere d’arte, di design e dei progetti di architettura di Marcello Morandini: una produzione che si presenta come una sintesi delle arti, in cui l’artista misura la dimensione umana, individuando e generando spazi, attraverso una geometria infinita. Scopo della Fondazione è anche quello di promuovere l’Arte Concreta e Costruttivista internazionale, attraverso programmi espositivi, conferenze e pubblicazioni, al fine di rendere l'Istituzione un punto di riferimento per la conoscenza e la diffusione di questo movimento artistico.
Il Museo Etnografico Castiglioni è nato dalla donazione alla Città di Varese di migliaia di preziosi reperti da parte dei fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni, che per sessant’anni hanno condotto missioni di ricerca e documentazione etnologica e archeologica soprattutto in Africa. Il Museo, situato nella dépendance di Villa Toeplitz, si sviluppa su due piani: il piano terra raccoglie la collezione archeologica, il piano primo quella etnografica. Quattro le sezioni principali: il deserto del Sahara preistorico, il deserto del Sahara storico, il deserto del Sahara recente, la savana africana.
Edificata intorno alla metà del XVIII secolo per volere del marchese Paolo Antonio Menafoglio e ampliata grazie ai successivi interventi di Luigi Canonica a inizio Ottocento e Piero Portaluppi negli anni ‘30 del Novecento, Villa Menafoglio Litta Panza è stata donata al FAI da Giuseppe e Rosa Giovanna Panza di Biumo nel 1996. La villa è celebre nel mondo per la sua collezione d’arte contemporanea di oltre 200 opere di artisti americani ed europei, ispirate ai temi della luce e del colore, convivono in armonia con gli ambienti antichi, gli arredi rinascimentali e le preziose raccolte di arte africana e precolombiana.
Nato nel 1900 per custodire i beni artistici del Santuario di Santa Maria del Monte, il Museo ha arricchito il suo patrimonio grazie a donazioni, la più importante delle quali deriva da Giuseppe Baroffio Dall’Aglio, che nel 1929 ha devoluto la sede attuale. Nel 2001 le collezioni sono state incrementate con una sezione di arte del Novecento. Sono disponibili proposte di attività educative, itinerari a tema, visite guidate, tra cui quella al Santuario.
Parte del Civico Museo Archeologico è dedicata alla preistoria, dal Paleolitico Superiore all’Eneolitico. Alcune vetrine sono riservate all’abitato, ai rinvenimenti effettuati nel borgo a partire dagli anni ’80 del '900; sono esposti inoltre un altare dedicato ad Ercole, reperti divisi per tipologia, una stele funeraria e una tomba alla cappuccina. Il Museo promuove attività di ricerca, tutela, conservazione e valorizzazione; offre visite guidate e mostre, conferenze e attività didattiche e divulgative.
Il Museo, riallestito nel 2020, espone una parte significativa dei reperti del territorio. Offre una finestra su un passato di 240 milioni di anni, quando, nelle calde acque del mare tropicale, vivevano creature che oggi si possono ammirare nelle sale: ammoniti, pesci e rettili, come l’enorme Besanosaurus, ittiosauro lungo quasi 6 metri, che ha nell’addome ben 4 embrioni, e il Saltriosauro, i cui resti sono gli unici fossili in Italia di un grande dinosauro carnivoro. Offre laboratori sulla paleontologia e l’evoluzione. Il Museo civico dei fossili di Besano, riconosciuto come Raccolta Museale nel 2004, è inserito nel Sito UNESCO “Monte San Giorgio”
Inaugurato nel 2008, nasce nella magnifica cornice naturale offerta dal Parco Regionale del Campo dei Fiori nelle Prealpi Varesine ed è parte di una realtà eco-museale che consente la riqualificazione di un intero territorio. Espone una raccolta di attrezzi, usi e costumi della civiltà contadina del secolo scorso. Offre visite guidate mirate in particolar modo alle scolaresche.
Sorta nel Cinquecento come casa di campagna, nei secoli successivi la dimora fu trasformata in una “villa di delizia”: fu ampliata nell’architettura, arricchita nella decorazione e dotata di uno scenografico giardino all’italiana. Donata al FAI dagli eredi Bozzolo nel 1989, conserva al suo interno sale riccamente affrescate nel Settecento da maestranze lombarde. La decorazione pittorica, a trompe-l'œil, dona un senso di continuità tra l’interno della villa e il giardino, creando un impianto scenografico di grande impatto.
Nel 1966, con le opere acquisite nelle prime 8 edizioni del Premio Gallarate (fondato nel 1950), nasce la Civica Galleria d’Arte Moderna, oggi MA*GA. La nuova sede espositiva, inaugurata nel 2010, ospita oltre 6000 opere d’arte contemporanea, una ricca biblioteca specialistica e archivi storici. Fondamentali nell’offerta sono le mostre e la formazione del pubblico, attraverso laboratori, workshop, viaggi culturali e progetti speciali.
È ospitato all’interno del quattrocentesco complesso ecclesiastico voluto dal Cardinale Branda Castiglioni, celebre per gli affreschi realizzati intorno al 1435 dal fiorentino Masolino da Panicale nella Chiesa Collegiata e nel Battistero. Il museo possiede una significativa collezione di opere mobili: corali in parte miniati, oreficerie, avori, dipinti su tavola e sculture. Svolge attività di conservazione, ricerca, educazione e realizza eventi, principalmente conferenze e concerti.
Inaugurato nel 2012, è un luogo di conservazione e studio della storia locale, in particolar modo della Battaglia del San Martino e della Linea Cadorna, che ha segnato profondamente le persone e il territorio alle pendici del Monte San Martino. Conserva il diario, oggetti personali e documenti del Tenente Colonnello Carlo Croce, comandante del “Gruppo 5 giornate”, assalito e disperso durante la Battaglia del San Martino nel novembre del 1943.
Nato da un progetto di rigenerazione urbana degli antichi magazzini del porto e dello scalo ferroviario di Laveno-Mombello, il museo racconta la storia delle vie d'acqua che furono fonte di sostentamento e sviluppo economico e sociale di tutto il nord Italia, attraverso un’importante raccolta di scafi d’epoca, frutto della tradizione artigianale del Verbano, volumi, immagini e testimonianze. All’interno degli spazi del museo si trovano ampi laboratori di carpenteria navale, sede di corsi e workshop improntati alla salvaguardia della tradizione ed alla trasmissione degli antichi mestieri legati al lago.
Inaugurato nel settembre 2019, conserva, espone e valorizza collezioni di archeologia relative alla Cultura di Golasecca, la prima cultura protostorica studiata in Italia. Vi sono esposti reperti dell’età del Ferro e il percorso di visita, attraverso pannelli descrittivi e strumenti multimediali, ricostruisce ritmi e gesti della vita quotidiana dei golasecchiani.
Inaugurato nel 1998, il Museo è sede della collezione donata dallo scultore Floriano Bodini al Comune di Gemonio. Comprende esemplari del Maestro che documentano la sua ricerca artistica dagli anni '50 agli anni '90, opere di artisti del Realismo Esistenziale e sculture dall’800 alla contemporaneità. Il percorso espositivo si sviluppa in parte negli interni di una cascina del '700 restaurata e in parte nella corte d'ingresso e nel giardino delle sculture.
Il Museo Civico Parisi Valle di Maccagno è un capolavoro architettonico contemporaneo, realizzato dall'architetto Maurizio Sacripanti. Situato a cavallo sul fiume Giona, l'edificio stesso è un'opera d'arte, fusa con l'ambiente circostante attraverso un design moderno caratterizzato da linee audaci e materiali innovativi. Il Museo custodisce una ricca collezione di opere contemporanee di pittura e scultura, un dono generoso dell'artista Giuseppe Vittorio Parisi al comune di Maccagno. Queste opere riflettono la diversità e l'innovazione dell'arte contemporanea, offrendo ai visitatori un viaggio attraverso concetti e stili avanguardisti. Oltre alla collezione di arte contemporanea, il Museo ospita un'esposizione permanente archeologica, offrendo una panoramica affascinante sulla storia della regione e creando, attraverso la fusione di arte moderna e passato storico, un contesto culturale ricco e stimolante.
Inaugurato nel 1971 e ospitato nel cinquecentesco palazzo Perabò a Cerro di Laveno - Mombello, il Museo Internazionale di Design Ceramico - Civica Raccolta di Terraglia è un Museo a carattere specialistico, che raccoglie e documenta la produzione della terraglia forte da metà ‘800 a metà ‘900 nell’area lombarda e, in particolare, lavenese. La sua apertura, con il nome di Civica Raccolta di Terraglia, fu dovuta a un iniziale deposito di opere in ceramica provenienti dalla Società Ceramica Richard-Ginori. A ciò si aggiunsero altri oggetti in ceramica appartenuti a collezioni private. In anni recenti ulteriori opere, frutto di donazioni, segnano l’apertura verso un continuo viaggio nell’arte ceramica, compiuto anche attraverso l’organizzazione di mostre temporanee.
Situata nel centro di Morazzone, piccolo borgo in provincia di Varese, Casa Macchi è una tipica dimora lombarda ottocentesca, che il FAI ha ricevuto in eredità dall’ultima proprietaria e abitante, Maria Luisa Macchi, e che ha restaurato e aperto al pubblico. Perfettamente conservata negli arredi e nelle decorazioni, fino ai soprammobili e agli oggetti di uso quotidiano, la casa, con il suo grazioso giardino, nella sua integrità e completezza è l’eccezionale testimonianza storica di uno stile dell’abitare e di un modo di vivere oggi scomparsi, divenuto ormai un patrimonio raro e curioso, culturalmente significativo e suggestivo.
Il percorso, ospitato all'interno delle storiche Officine Aeronautiche Caproni del 1910, in 30.000 mq coperti offre una panoramica sull'aeronautica nazionale e mondiale, con un focus sulle aziende e i personaggi che hanno segnato la storia della provincia di Varese, la cosiddetta "provincia con le ali" e di tutta l'industria lombarda e nazionale.
Istituiti nel 1927, grazie alla donazione dello scultore viggiutese Enrico Butti, hanno incrementato il patrimonio nel corso degli anni. Tra il 1950 ed il 1960 è stata acquisita la raccolta delle opere relative alla scultura viggiutese dell'800, collocate, dal 2008, nell'ex Orangerie di Villa Borromeo. Nel 1960 è pervenuta la donazione dello scultore Giacomo Buzzi Reschini, la parte principale della raccolta dedicata agli Artisti Viggiutesi del '900; nel 1988 si è aggiunta la donazione dello scultore Nando Conti. Nel 1995 nasce la sezione dedicata all'attività degli scalpellini, Museo dei Picasass, collocata, dal 2005, nella ex scuderia di Villa Borromeo.
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